Nei primi 4
mesi del 2009, a causa della crisi economica e finanziaria generale,
le esportazioni italiane in Russia sono per ora ritornate ai livelli del 2006,
con un calo del 36,5% rispetto ai primi 4 mesi del 2008, mentre l’interscambio
è sceso del 32,1%, e le importazioni dalla Russia del 29,3%.
Una breve analisi sui dati
relativi ai primi 4 mesi 2009 (dati Istat) indica che i settori meno toccati dalla crisi,
ovvero con cali tra il 25 e il 30% rispetto ai primi 4 mesi del 2008 sono i
prodotti di abbigliamento, anche in pelle e accessori, i mobili e i prodotti
alimentari.
Un calo piuttosto consistente, di
oltre il 36%, si è invece verificato nell’export principale italiano, cioè le macchine e apparecchi (in
genere metalmeccanica), i prodotti chimici (quasi -37%), le macchine e
apparecchi elettrici (- 44,7%), gomma e plastica (tra il -45 e il -50%) e
infine i mezzi di trasporto (-62,3%), soprattutto nei comparti automobili e
veicoli industriali.
I rapporti politici, economici e
industriali con l’Italia nei primi mesi dell’anno sono però stati molto
intensi:
dal 6 al 9 aprile una missione di Confindustria, Ice
e Abi, composta da oltre 500 operatori, ha toccato Mosca, San Pietroburgo,
Krasnodar, Ekaterinburg e Novosibirsk, ha incontrato Putin e Medvedev e ha
concluso una serie di accordi, specie nel settore energetico
il 15 maggio a Sochi, sul Mar Nero, Eni e Gazprom
hanno firmato l’accordo per accelerare al 2013 l’avvio del gasdotto South
Stream di 900 Km
tra Europa e Russia, senza passare per l’Ucraina, e il suo potenziamento
da 31 a
63 miliardi di metri cubi annui, di cui 20 gestiti da Eni.
Promozione delle aziende italiane in Russia, Ucraina, Bielorussia, Moldova, Uzbekistan, Kazakhstan, Tagikistan, Armenia, Azerbaigian, Georgia, Kirghizistan, Turkmenistan.
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